13 / 14 gennaio 2018

Palazzo Ducale

DUE GIORNATE DI INCONTRI NELLE PRESTIGIOSE SALE DI PALAZZO DUCALE. UN PROGRAMMA SU PIÙ LIVELLI DI APPROFONDIMENTO, PENSATO PER UN PUBBLICO DI ESPERTI CHE SI AFFACCIANO AI NUOVI SCENARI DELLA RICERCA SUL CRIMINE, MA ANCHE PER APPASSIONATI E CURIOSI CHE VOGLIONO TOCCARE DA VICINO LA SFERA DEI FENOMENI CRIMINALI.

 

QUESTA PRIMA EDIZIONE LIGURE COMPRENDERÀ LEZIONI MAGISTRALI DI CRIMINOLOGIA E PSICHIATRIA FORENSE, INCONTRI CON ESPERTI SU NOTI FATTI DI SANGUE GENOVESI, APPUNTAMENTI DI LETTERATURA GIALLA E NOIR, SPETTACOLI A TEMA, LABORATORI INTERATTIVI E MOSTRE, UNA DELLE QUALI REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON L’ARCHIVIO DE IL SECOLO XIX: UN VIAGGIO NELLE IMMAGINI CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA NERA IN LIGURIA. TRA GLI OSPITI DEL FESTIVAL: LUIGI ZOJA, MAURIZIO MOLINARI, IL COMANDANTE ALFA, GIANCARLO BERARDI, STEVE DELLA CASA, ENRICO ZUCCA, FILIPPO RICCIARELLI, TULLIO BANDINI, ALFREDO VERDE.

LA MANIFESTAZIONE È ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE TORINESE NO CRIME IN COLLABORAZIONE CON IL SECOLO XIX.

SABATO 13 GENNAIO

MATTINA – EVENTI PROFESSIONALI (SALA DEL MINOR CONSIGLIO)

• 9-9.30:

Saluti di apertura

intervengono Massimo Righi (direttore Il Secolo XIX), Angelo Zappalà (direttore Festival della Criminologia)

• 9.30-10.30:

Il simulatore di intervista nei casi di presunto abuso sessuale

con Angelo Zappalà (direttore Festival della Criminologia)

10.30-11.30:

Le profondità della mente del reo

con Tullio Bandini (Università degli Studi Genova)

• 11.30-12.30:

Follia o ragione? La perizia psichiatrica nei fatti di sangue

con Gabriele Rocca (Università degli Studi Genova)

POMERIGGIO – EVENTI DIVULGATIVI (SALA DEL MINOR CONSIGLIO)

14.30-15.30:

INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE

«VOLTI DEL CRIMINE» E «CLUE: COLD»

15.45-16.45:

Cold Case

con Marco Calì (capo squadra mobile di Genova), Francesco Cozzi (procuratore capo di Genova), Marinella La Porta (responsabile Laboratorio di genetica forense Polizia Torino), Marco Salvi (medico legale); modera Matteo Indice (Il Secolo XIX, La Stampa)

17-18.30:

Nella mente di un terrorista

con Domenico Quirico (La Stampa), Luigi Zoja (psicoanalista, scrittore Einaudi e Bollati Boringhieri); modera Omar Bellicini (esperto comunicazione Arma Carabinieri, scrittore Einaudi)

18.45-20:

La Genova in giallo tra narrativa e realtà

tavola rotonda con Alessandro Defilippi (scrittore, Einaudi), Annamaria Fassio (scrittore, Mondadori), Riccardo Gazzaniga (scrittore, Einaudi), Bruno Morchio (scrittore, Garzanti), Claudio Paglieri (Il Secolo XIX, scrittore Piemme);  modera Elena Nieddu (Il Secolo XIX)

SERA – EVENTI DIVULGATIVI (SALA DEL MAGGIOR CONSIGLIO)

 21-22.30:

Il caso Donato Bilancia

con Filippo Ricciarelli (già colonnello Arma Carabinieri) e Enrico Zucca (magistrato); modera Ilaria Cavo (giornalista, Assessore Regionale Cultura e Istruzione)

DOMENICA 14 GENNAIO

MATTINA – EVENTI PROFESSIONALI (SALA DEL MINOR CONSIGLIO)

10-11:

Le narrative del male

con Alfredo Verde (Università degli Studi Genova)

11-12:

L’uso del DNA nell’investigazione criminale

con Giampietro Lago (Comandante Ris di Parma, Arma Carabinieri), Angelo Zappalà (direttore Festival della Criminologia)

12-13:

La scena del crimine

laboratorio con la Polizia scientifica di Genova,
coordinata dal dirigente Davide Balbi; modera Tommaso Fregatti (Il Secolo XIX)

POMERIGGIO – EVENTI DIVULGATIVI

14.30-15.30:

CRONACA NERA TOUR – SPECIAL EDITION

TOUR INTERATTIVO A CURA DI EXPLORA GENOVA CON MARCO MENDUNI (IL SECOLO XIX) – PER INFO E PRENOTAZIONI: INFO@EXPLORATOUR.IT/3462506782

RITROVO DAVANTI ALLA BIGLIETTERIA DI PALAZZO DUCALE

SALA DEL MINOR CONSIGLIO

14.30-15.30:

Cyber Crime

con Mattia Epifani (Ethical Hacker, consulente giudiziario), Francesco Picasso (Ethical Hacker, consulente giudiziario), Roberto De Vita (avvocato, consulente forze di sicurezza); modera Carola Frediani (La Stampa)

15.45-17:

Stalking e femminicidio

con Alessandra Bucci (dirigente ufficio prevenzione generale Polizia Genova, progetto speciale EVA sui maltrattamenti in famiglia), Riccardo Lamonaca (avvocato, difensore di Luca Delfino), Arturo Sica (psicoterapeuta, coordinatore progetto White Dove sugli uomini autori di violenza); modera Martina Maltagliati (Quarto grado)

17.15-18.15:

L’uso della follia nei processi di mafia e l’espansione della ‘ndrangheta al nord

con Corrado De Rosa (psichiatra), Sandro Sandulli (capo Direzione investigativa antimafia Liguria); modera Marco Grasso (Il Secolo XIX)

SALA DEL MAGGIOR CONSIGLIO

18.30-19.45:

«Io vivo nell’ombra»

con il Comandante ALFA (GIS, Gruppo Intervento Speciale Arma Carabinieri) e Meo Ponte (giornalista e scrittore)

SERA – EVENTI DIVULGATIVI (SALA DEL MAGGIOR CONSIGLIO)

21-22.30:

«JULIA – LE AVVENTURE DI UNA CRIMINOLOGA»

Giancarlo Berardi e Steve Della Casa («Hollywood Party» RaiRadio3)
con esposizione di tavole Julia

LE MOSTRE

Lo sguardo di chi ha ucciso può raccontare molto. Oppure risultare in contrasto stridente con il crimine che la persona ritratta ha commesso. Per riflettere sull’origine di un gesto violento, anche sul suo contesto, uno dei modi più immediati è fissare il volto dell’assassino, del mafioso, dello stupratore. Interrogarsi, partendo dai suoi occhi, sulle radici di quel comportamento, per scardinare qualche convenzione. Ci risulterà difficile, osservando la foto di un nuotatore che sfiora la sua medaglia, immaginarlo mentre si accanisce sulla madre. E altrettanto straniante è la sensazione trasmessa dal viso sorridente delle donne poi divenute assassine.
La mostra svela le fotografie di undici persone, tutte condannate in terzo grado per reati gravissimi compiuti in Liguria (una soltanto è in attesa della Cassazione, ma ha ammesso e descritto durante il processo le proprie responsabilità). Le immagini sono state realizzate o recuperate da alcuni fotoreporter che hanno lavorato per Il Secolo XIX negli ultimi quarant’anni: Marco Balostro, Astrid Fornetti, Salvatore Gallo, Dino Nazzaro, Davide Pambianchi, Gino Perotto e Paolo Welters.
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unnamedGenova - scortato dalla polizia penitenziaria - Luca Delfino entra in tribunale

Con il ritrovamento di una valigetta contenente un centi­naio di lastre fotografiche in vetro, Riccardo Sezzi, nel 1982, dà vita a quella che oggi è una ricerca di fotografia forense in continua evoluzione.  Originariamente scattate da collaboratori di Luigi Tomellini, criminologo attivo a Genova nei primi anni del XX secolo, le lastre erano lo strumento fondamentale per ricomporre i vari indizi a disposizione dello studioso, nonché testimonianza di una rivoluzionaria ricerca nell’ambito delle tecniche investigative più all’avan­guardia di quegli anni: l’antropo­metria giudiziaria, messa a punto dal poliziotto parigino Alphonse Bertillon nel 1870 – una vera e propria rivoluzione per l’identificazione dei criminali – e l’introduzione della schedatura delle impronte digitali, implementata negli stessi anni da Francis Galton in Inghilterra.

 La versione di Clue: Cold ospitata dal Festival di Criminologia è la sintesi delle precedenti esposizioni: le di­verse tecniche di stampa, le proiezioni e la visione delle lastre originali rappresentano il tentativo di interpretare questi docu­menti storici con metodi sempre nuovi, avendo come obiettivo quello di fornire ai visitatori una narrazione più neutra possibile del materiale in mostra. Per esempio, grazie alla scansione ad alta risoluzione e la stampa di­gitale – con i quali evidenziare dettagli altrimenti difficili da notare nelle riproduzioni tradizionali – si è ritro­vato il filo conduttore che unisce le innovative possibilità investigative offerte oggi dal digitale con lo spirito avan­guardistico di allora. Oltre ad offrire una dimostrazione dell’evoluzione delle tecniche investigative dell’inizio del secolo, Clue: Cold testimonia le conseguenze rivoluzionarie del progresso tecnico fotografico raggiunto in Europa negli ultimi decenni del XIX secolo.

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Julia Kendall vive e lavora a Garden City, una cittadina a circa un’ora di strada da New York. Di professione fa la criminologa. Ha superato di poco la trentina, con capelli corti e scuri, come gli occhi, particolarmente grandi ed espressivi. Lontana dallo stereotipo della top-model, ha una figura naturalmente elegante, con un corpo esile e nervoso alla Audrey Hepburn, e tratti che, senza rientrare nei canoni della bellezza classica, la rendono decisamente affascinante. Si trucca poco, propende per un abbigliamento sportivo di classe ma, all’occorrenza, sa sfoggiare anche mise  più raffinate. Abita in una tipica villetta primi Novecento alla periferia di Garden City e guida una Morgan 4×4 bianca, con interni di pelle nera, del 1967.

Julia coltiva l’hobby del cinema anni Quaranta e della musica. È una donna moderna, che ha una concezione moderna della vita e dei rapporti. Le sue storie sentimentali sono state brevi e piuttosto turbolente, finché non ha trovato l’anima gemella in Ettore Cambiaso, vice commissario della questura di Genova.

Il lavoro di Julia si svolge su due fronti. Insegna, come assistente, all’università locale, dove ha stabilito con i suoi studenti un rapporto di reciproca stima e fiducia. La criminologia è una scienza interdisciplinare che si basa sulla psicologia, sulla sociologia, sulla psicanalisi, sul diritto… Insomma, una materia complicata che va spiegata con parole chiare. E le sue lezioni sono così chiare che può capirle anche un neofita. Come libera professionista, invece, presta la propria consulenza a personaggi pubblici o a semplici cittadini. Nella maggior parte dei casi, però, riceve un incarico di lavoro direttamente dalla procura distrettuale e collabora con la polizia.

Il metodo d’indagine di Julia, oltre che sulle conoscenze scientifiche acquisite, si basa su un istinto personale, una straordinaria sensibilità che le permette d’immedesimarsi emotivamente nel criminale di turno e quindi di prevenirne le mosse o di risalire ai motivi che hanno scatenato le stesse. I casi che la interessano riguardano la psicopatologia criminale, i binomi sesso-delinquenza e droga-delinquenza, gli omicidi efferati, il proliferare dei serial killer e il fenomeno della delinquenza giovanile. Il suo intento è naturalmente quello di assicurare i colpevoli alla giustizia, ma soprattutto di capire – capire, non giustificare – le profonde pulsioni che li hanno spinti ad agire. Se esistesse la categoria, si potrebbe definire una indagatrice dell’animo.

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IL LIBRO

In occasione del Festival della criminologia, viene pubblicato e distribuito in edicola con Il Secolo XIX il volume «Cinque donne. I cold case di Genova» (di Tommaso Fregatti, Marco Grasso, Matteo Indice, Marco Menduni),  presentato durante il festival (e occasione speciale domenica 14 ore 19, con aperitivo presso Uva – Salita Pollaiuoli 17r). Sono cinque storie vere e mai svelate fino in fondo, cinque inchieste riaperte sui delitti di Genova che riguardano cinque donne.

 

Cover

«Sembra un’attività lineare quella dell’investigazione. E forse talvolta è così. Ma gli autori di questo volume ci raccontano che spesso qualcosa va storto, e quella linea che inizia con il delitto e termina con un arresto si spezza. Ripercorrono le indagini riaperte in merito agli omicidi di cinque donne, tutti delitti irrisolti. E, per farlo, hanno condotto un’imponente analisi integrale dei fascicoli partendo da zero, come se di queste storie non fosse mai stata scritta una riga. Analizzando centinaia di testimonianze e perizie e rielaborando tutti gli elementi, ci offrono uno spaccato di Genova e descrivono al millimetro le storie dei singoli e delle comunità spesso molto diverse – più complesse, sfaccettate, ambigue, violente, in una parola più ‘nere’ – da ciò che tanti racconti romanzati in superficie hanno per lungo tempo semplicisticamente restituito».

DOVE

Gli incontri si svolgono in una delle location più prestigiose di Genova, Palazzo Ducale, il centro di produzione culturale della città dove si svolgono importanti mostre d’arte, eventi e convegni.

Palazzo Ducale

Piazza Giacomo Matteotti, 9, 16123 Genova GE www.palazzoducale.genova.it/